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Sulla “ Prospettiva Nevskij” ti vengo a cercare

Dove sei, come stai? Perché è così difficile capire cosa ti sta succedendo? “Non c’è più nulla nei cassetti. Direi che questo è l’ultimo album di Franco Battiato» così a ottobre del 2019 il tuo manager, ci ha fatto sapere del tuo ritiro, ed è un anno che non sappiamo più niente di Te. I dati e le evidenze sono poche, due cadute a distanza di tempo, la prima frattura del femore, la seconda bacino e femore, ed una malattia da cui ti devi “ riprendere”, e dalla quale sembra che tu non ti sia ripreso. Poi le voci di un amico che racconta di tue numerose telefonate al suo cellulare dove non parli, interpretandole come una muta richiesta di aiuto. Smentita da parenti che ritengono queste informazioni mero sciacallaggio di chi sfrutta questo silenzio per farsi pubblicità. E cosa dire dell’inedito, “Torneremo ancora”, il tuo ultimo lavoro, dove come in un testamento spirituale parli di un eterno ritorno. Ci sono delle tue foto, ma senza nessun audio. Difficile interpretare uno sguardo o una posa è come interrogarsi sul sesso degli angeli, mera ed inutile speculazione, che non serve a nulla. Non riesci più a parlare? La voce registrata è quella di qualche anno fa. E cosa dire del tuo rifugio a Milo, che prima è messo in vendita, poi sembra venduto, poi invece ritirato dalla vendita? Quel rifugio vicino alla dimora di un altro grande Lucio Dalla. Hai lasciato la Sicilia, sei a Milano?Tuo fratello in una dichiarazione di qualche tempo fa, aveva detto che la messa in vendita della tua casa alle pendici dell’Etna rispondeva a una precisa esigenza: “ dobbiamo pensare al futuro”, a quale futuro? A una tua nipote lascerai non solo i tuoi beni, ma il tuo prezioso archivio di documenti, la memoria, a lei hai affidato spirito e ricordi. Ieri sono andata a rivedere la tua partecipazione di sette anni fa a un incontro, dove parlavi di fisica quantistica e di “entanglement” spiegando l’onda e la connessione che esiste tra due particelle anche a migliaia di Km di distanza e di come questo mondo respira all’unisono. Ed è quel contatto che cerco per essere sicura che anche tu non sparirai in quest’anno che ci ha portato via pezzi di vita . “ La Prospettiva Nevskij” è il tuo pezzo che amo di più, un quadro struggente evocativo e carico di misticismo in un periodo storico ben preciso quello successivo alla rivoluzione d’ottobre del 1917, la NEP di Lenin. Sono immagini che si susseguono a nomi, che come collegandoti, con quelle particelle del passato, annullando spazio e tempo, ti fanno entrare in quel mondo descritto con poesia e realismo. Così sulla “Prospettiva” per caso incontro Igor Stravinskij, o “Le Spectre de la rose” Nijinsky con il suo impresario amante Sergej Djagilev. Ed ancora Ejzenstejn, proprio quello della “Corazzata Potëmkin”, o chi si cela dietro il “maestro”, forse Gurdjíeff filosofo e pensatore greco – armeno che effettivamente si trovava a San Pietroburgo tra il 1915 ed il 1922. Tutto e Tutti, tra nuovo e antico, tra vento e neve. Sono sicura che la tua famiglia ti stia preservando, accudendo, proteggendo, curando. Quella “Cura” che è la più bella canzone d’amore che sia mai stata dedicata ad una donna, un’autentica promessa d’amore eterno. Deve essere così, non posso pensare che il tuo ultimo disco è solo un prodotto commerciale a cui tu non hai partecipato e voluto. Risento in questo giorni in “ loop” i tuoi pezzi, cerco dentro ognuno di loro, quelle emozioni che mi hanno accompagnato in questi 40 anni, emozionandomi sempre e trovando con il passare degli anni e dell’ età nuovi significati. Dove sei Maestro, come stai? Dai notizie di Te. Se stai sperimentando come trovare “ L’alba dentro l’imbrunire” insegnacelo, ne abbiamo bisogno oggi più che mai, perché l’imbrunire non è solo l’età che passa, ma le certezze e le speranze che vengono meno.